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Lo zucchero: rischi e pericoli

Lo zucchero, ovvero il saccarosio, altro non è che un glucide, cioè un carboidrato semplice (1), una sostanza che il nostro organismo è in grado di scomporre velocemente, e per questo motivo fornisce una fonte di energia potente e immediata per il nostro corpo.

 

LA STORIA DELLO ZUCCHERO

Se andiamo a conoscere meglio la storia dello zucchero scopriamo come

in passato questo non fosse considerato un alimento bensì una medicina preziosa, venduto a caro prezzo dagli speziali in sciroppi e impacchi (2). È solo a partire dal 1650 che lo zucchero è disponibile anche per la gente comune, diventando, secondo l’antropologo Sindey Mintz (3), la vera prima fonte di energia della rivoluzione industriale perché è proprio nell’Inghilterra del XIX secolo che si sviluppa contemporaneamente il consumo massivo di zucchero e il proletariato industriale, e maggiore era il peso che lo zucchero, assumeva nell’alimentazione dei lavoratori, grazie al suo costo sempre più ridotto, minore era il costo del lavoro stesso (4).

 

Ma come è possibile che lo zucchero sia diventato, da sostanza fondamentalmente benefica, medicina e “integratore alimentare”, il veleno di cui tanto si parla oggi?

 

LO ZUCCHERO È OVUNQUE

L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2015 ha lanciato un allarme: è imperativo ridurre il consumo di zucchero tra adulti e bambini (5). E il focus di questo allarme è tutto nella larga diffusione di questa sostanza. Lo zucchero è ovunque: lo troviamo aggiunto in bevande e alimenti dai produttori industriali, lo utilizziamo in cucina e lo ingeriamo sotto forma di miele, sciroppi, succhi di frutta ed estratti. L’OMG raccomanda di non consumare più di 25g di zucchero al giorno, che equivalgono a circa 6 cucchiaini. Il problema è che trovandosi nel 74% dei cibi confezionati che troviamo tra gli scaffali del supermercato (6) è facile superare questo quantitativo senza nemmeno rendercene conto. Lo zucchero si cela sotto tanti nomi (8): fruttosio, glucosio, lattosio, sorbitolo e destrosio, per citare solo quelli più comuni. Poi ci sono tutti i derivati del malto, come il maltosio, le malto destrine, il mannitolo e lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio (HFCS). Ci sono poi le sostanze che sembrano alternative naturali: sciroppo d’agave, sciroppo di carruba, miele, melassa. In fine ci sono i dolcificanti artificiali come la saccarina e l’aspartame, lo xilitolo e il mannitolo. In totale oltre 40 diciture diverse (7) mimetizzano lo zucchero nelle etichette degli alimenti più insospettabili, ed è così che, anche lasciando da parte biscotti e dolciumi, possiamo fare il pieno di zuccheri senza rendercene conto.

 

ALIMENTI CHE NASCONDONO LO ZUCCHERO

Lo zucchero, come abbiamo visto, si nasconde sotto tanti nomi, per cui è bene controllare sempre le etichette dei prodotti scelti per avere chiaro quanto ne stiamo assumendo. Ci sono alcuni alimenti dove non immagineremo di trovarne eppure è molto presente. Un esempio è lo yogurt. Anche quando scegliamo uno yogurt non dolcificato, questo contiene naturalmente il lattosio, uno zucchero che in natura rappresenta il 5% del latte di tutti i mammiferi (9) per cui ce ne sono circa 12 grammi su 100 g di yogurt (5grammi se scegliamo quello greco), e poco importa che sia “magro” o no (10). Un altro alimento dove spesso viene aggiunto lo zucchero è la salsa di pomodoro, un trucchetto già usato dalle nonne in cucina per togliere l’acidità di questo frutto, che nei cibi confezionati può trasformarsi in insidia. E come per la salsa di pomodoro lo zucchero viene aggiunto anche a molte verdure in scatola, per esempio fagioli, piselli e mais, oltre che per questioni di gusto anche la conservazione. I prodotti lievitati lo contengono quasi tutti, perché spesso viene usato proprio per favorire la lievitazione. Il pane bianco, e in particolare quello confezionato, ne contengono spesso molto più del necessario, per renderlo più appetibile (12). E in fine bisogna stare attenti ai condimenti per insalate (12) che spesso contengono destrosio e miele, anche quando scegliamo l’aceto balsamico, che spesso viene venduto anche nella forma densa o “glassa” e quindi molto più zuccherina.

 

COME LO ZUCCHERO AGISCE SUL CERVELLO

Il glucosio è la fonte primaria di energia per ogni cellula del nostro corpo, e il nostro cervello, da solo, utilizza metà di tutta l’energia proveniente dagli zuccheri che si trovano nel sangue (13).  La neuroscienziata Nicole Avena in un video Ted (14) ha spiegato come lo zucchero agisce sul cervello: una volta in bocca, l’alimento che contiene lo zucchero attiva i recettori che si trovano sulla nostra lingua, che mandano un segnale al cervello, attivando diverse aree. Una di queste è la corteccia celebrale dove viene attivato il “sistema di ricompensa” cioè il gruppo complesso di neuroni che è responsabile delle emozioni positive e dell’apprendimento (15), quello che ci porta a decidere se un’esperienza è stata gratificante e quindi è il caso di ripeterla di nuovo. E la risposta quando il cervello riceve il segnale dello zucchero è sicuramente sì. Lo zucchero porta il corpo a rilasciare dopamina (17), il neurotrasmettitore del piacere, proprio come accade nel caso di tutte le sostanze che danno dipendenza, tipo fumo, alcool e droghe. Il problema sorge quando questo segnale viene attivato troppo spesso perché nel cervello accade proprio quello che accade con le droghe: la tolleranza sale, quindi è necessaria una sempre maggiore razione di zuccheri, e ci sono crisi di astinenza quando non ne assumiamo per un po’ (16).

 

I PERICOLI DELLO ZUCCHERO

Ecco perché dobbiamo fare particolarmente attenzione a quanto zucchero immettiamo nel nostro organismo. È molto facile assumerne più del necessario senza rendercene conto e innescare così quel meccanismo di dipendenza che poi rende così difficile farne a meno, con tutte le malattie che ne conseguono, perché non si tratta solo di sovrappeso e obesità. Lo zucchero è pericoloso anche per il nostro cervello. Lo studio della School of Medicine della UCLA (18) ha mostrato come, un cervello che è dipendente dagli zuccheri, faccia più fatica ad apprendere, e risultino alterate l’abilità di imparare e ricordare un’informazione, mentre un altro studio pubblicato sul New England Journal of Medicine collega gli alti livelli di glucosio nel sangue a un maggiore rischio di demenza (19).

 

 I numeri indicati tra parentesi sono riferimento alle fonti o alle ricerche scientifiche citate

 

(1) https://it.wikipedia.org/wiki/Saccarosio

(2) https://www.doppiozero.com/rubriche/3/201708/storia-dello-zucchero

(3) http://www.ilgiornale.it/news/cronache/morto-sidney-mintz-padre-dellantropologia-cibo-1209265.html

(4) https://keynes.scuole.bo.it/siti_tematici/farestoria/approfondimenti/a06_03.html

(5) https://www.who.int/mediacentre/news/releases/2015/sugar-guideline/en/

(6) https://www.huffpost.com/entry/sugar-brain-mental-health_n_6904778?ncid=fcbklnkushpmg00000063&utm_hp_ref=healthy-living

(7) https://ilfattoalimentare.it/zuccheri-etichette-ingredienti-nascosti.html

(8) https://www.healthline.com/nutrition/56-different-names-for-sugar#section7

(9) https://it.wikipedia.org/wiki/Lattosio

(10) https://www.leeds.ac.uk/news/article/4291/sugar_in_yogurt_leaves_a_sour_taste

(11) http://www.slowfood.it/lo-zucchero-ce-ma-non-si-vede-ovvero-i-cibi-con-la-maggiore-quantita-di-zucchero-nascosto/

(12) https://www.independent.co.uk/life-style/food-and-drink/the-foods-with-high-amounts-of-hidden-sugar-10218253.html

(13) http://neuro.hms.harvard.edu/harvard-mahoney-neuroscience-institute/brain-newsletter/and-brain-series/sugar-and-brain

(14) https://www.ted.com/talks/nicole_avena_how_sugar_affects_the_brain/up-next?language=it

(15) https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_ricompensa

(16) https://www.independent.co.uk/life-style/food-and-drink/features/what-happens-to-your-body-when-you-give-up-sugar-10081689.html

(17) https://www.news-medical.net/health/Dopamine-Functions.aspx

(18) http://newsroom.ucla.edu/releases/this-is-your-brain-on-sugar-ucla-233992

(19) https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1215740

 

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Questo articolo ha solo scopo informativo, anche se sono riportati dati di studi medici e scientifici qualificati. Questo articolo non è e non intende essere un sostituto a opinioni mediche professionali, diagnosi o trattamenti e non può essere preso come base per consigli medici specialistici. Se ti sono state prescritte delle cure mediche ti invito a non interromperle né modificarle, perché tutti i suggerimenti che trovi su www.stefanomazzei.com devono essere sempre e comunque confrontati con il parere del tuo medico curante.

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